Lo scorso sabato, con la finalissima di Kiev, si è conclusa la sessantaduesima edizione dell’Eurovision Song Contest con la meritata vittoria del Portogallo, con Salvador Sobral e la delicata e ricca di sentimenti Amar Pelos Dois.

Il prestigioso microfono di cristallo non è stato però l’unico riconoscimento assegnato durante il corso della settimana eurovisiva. Infatti, poche ore prima della finale, sono stati consegnati i Marcel Bezençon Award, premi istituiti nel 2002 per riconoscere il valore compositivo e artistico delle canzoni e dei cantanti partecipanti all’Eurovision. Divisi in tre categorie, premio della stampa votato da parte dei giornalisti accreditati al press center, premio per la migliore impressione artistica votato da parte dei commentatori delle varie stazioni televisive presenti, premio dei compositori votato appunto da parte dei vari compositori delle canzoni partecipanti, anche quest’anno la cerimonia informale di presentazione e assegnazione degli Award è stata condotta da Christer Björkman, personalità ben nota a chi segue da vicino l’Eurovision. Il premio della stampa per la migliore canzone è stato vinto dal nostro Francesco Gabbani, mentre i premi per il miglior compositore e la migliore impressione artistica sono stati vinti rispettivamente da Luisa Sobral e Salvador Sobral per Amar Pelos Dois.

Oltre ai premi ufficiali assegnati dall’EBU, vi sono poi diversi siti di fan e appassionati che celebrano in modo meno ortodosso l’Eurovision Song Contest. Su un versante sicuramente più leggero ed ironico, sono aperte le votazioni per assegnare anche quest’anno il Barbara Dex Award per l’artista peggio vestito sul palco dell’Eurovision. Istituito un po’ per gioco e un po’ per scherzo nel 1997 dal sito House of Eurovision, il premio prende il nome dalla rappresentante del Belgio che nel 1993 si presentò sul palco con un vestito da lei stessa disegnato e cucito, il Barbara Dex Award ha visto negli anni crescere la sua popolarità fino a diventare una irrinunciabile istituzione per ogni appassionato che si rispetti. Dal 2017 il premio è organizzato dal sito songfestival.be e chiunque è liberamente invitato a dare il proprio voto. Se volete, potete dare la vostra preferenza cliccando qui. È praticamente impossibile dare una descrizione dei vincitori delle passate edizioni, per cui vi rimandiamo alla visione della galleria ufficiale, disponibile qui.

Tornando invece a temi più seri ed impegnati, vi vogliamo segnalare la seconda edizione del premio Eurostory Award, istituito dal sito di fan Eurostory.nl per dare un riconoscimento al miglior verso, da un punto di vista del messaggio poetico e letterario, di tutte le canzoni in concorso all’Eurovision Song Contest. Il premio, votato da un panel di scrittori, compositori, editori, vuole valorizzare l’eleganza stilistica, la migliore immagine poetica, che una singola frase, un singolo verso è in grado di trasmettere. Quest’anno il premio è stato assegnato a Nazim Khaled, autore di Requiem la canzone con cui Alma ha rappresentato la Francia, per il verso “Les siècles passent et disparaissent, ce que tu crois être la mort, c’est une saison et rien de plus” (I secoli passano e spariscono, cio’ che tu credi essere la morte, non è che una stagione e niente di più). Vi è stata anche una menzione per il nostro Francesco Gabbani. Infatti, se in seconda posizione è stato riconosciuto il verso “I’m coping with a map that is roadless” della canzone norvegese Grab the Moment, in terza posizione è giunta “L’evoluzione inciampa, la scimmia nuda balla” della nostra Occidentali’s Karma.

L’edizione 2017 del Contest si è ormai conclusa, e si inizia a guardare già con molta curiosità a Lisbona 2018, ma la stagione dei premi non ufficiali non è finita. Ne parleremo ancora.

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